Myanmar: il lago Inle e la spiaggia

Bellezze naturale uniche nel loro genere

Lago Inle, Myanmar
Lago Inle, Myanmar

Nelle acque ci sono dei giardini, orti, mercati galleggianti e poi ancora, monasteri e templi. I più famosi sono : il monastero di Nga Phe Kyaung, dove vive una comunità di gatti, i quali sono stati addestrati dai monaci a saltare dentro dei cerchi e il Phaung Daw Oo Paya sito religioso più sacro, al centro dell’imponente pagoda vi sono quattro antiche statue del Buddha rese irriconoscibili dallo strato spesso di foglie d’oro applicate dai fedeli. Mentre ero in visita a un laboratorio di lavorazione della seta, a conduzione familiare, c’è stato il terremoto, la palafitta si muoveva e tutti gli arnesi che erano appoggiati sui vari telai sono caduti in terra, sia io e la famigliola eravamo alquanto spaventati, quando tutto è finito mi hanno detto che erano passati 10 anni dall’ultimo terremoto, per fortuna da quel momento in poi è tutto andato bene. Ci siamo diretti verso Inthein che si trova in uno stretto canale seminascosto fra la vegetazione e canneti. Qui si può visitare un gruppo di rovine, Nyaung Ohak, con stupa ormai ricoperti dalla vegetazione, mentre una scalinata risale la collina; attraversando bancarelle di souvenir si arriva alla Shwe Inn Thein Paya, con 1054 zedi dei quali alcuni sembrano sul punto di crollare. Rientro nel pomeriggio a Nyaungshwe, giro nel villaggio e alle 16:00 prenderò il bus che mi porterà a Yangon. Viaggio di notte, con varie tappe di ristoro, arrivo a Yangon alle 05:00 e da lì, prendo un taxi che mi accompagna alla stazione degli autobus direzione Pathein, da lì ho deciso di andare qualche giorno a Chaung Tha Beach.

Acquisto il biglietto, partenza ore 08:00, peccato che dopo 10 minuti di viaggio il bus si è guastato, perciò siamo tornati in stazione, dopo vari tentativi di riparazione, l’autista ha deciso di prenderne un altro e siamo ripartiti. Durante il viaggio faceva molto caldo ed ero un pochino stanca visto che viaggiavo dalla sera precedente, però mi aspettava una bella spiaggia per rilassarmi un po’. Alle 13.00 arrivo a Pathein e da lì prendo una moto taxi, che mi accompagna alla stazione degli autobus per Chaung Tha Beach. Parto alle 14:00 in condizioni veramente scomode: minibus con sedili occupati dai sacchi di riso, tenendo le ginocchia piegate fino al mento, sul portabagagli sacchi, ceste contenenti di tutto, perfino galline costrette a viaggiare ammucchiate in una cesta mentre sui finestrini scorrono i loro escrementi. Si attraversano villaggi, chi scende e chi sale, carico e scarico merci, tanto caldo e tanta stanchezza. Naturalmente ci doveva essere un inconveniente, il minibus ha bucato 2 gomme, per fortuna che le aveva di scorta. Ci siamo fermati, la strada è così stretta che le vetture che passavano dopo di noi, erano costrette a fare la gincana. Gli uomini che smontavano le gomme sudavano da morire e facevano una gran fatica, poiché non avevano gli arnesi adatti, in aiuto solo un po’ di betel! Per fortuna si è fermato l’autista di un furgoncino, che ha prestato soccorso a cambiare le gomme con gli attrezzi adatti, evviva si riparte! Ero sempre più sfinita e non vedevo l’ora di raggiungere il mare, ma alla fine ce l’ho fatta ad arrivata a destinazione.

Villagio di pescatori, Chaung beach
Villagio di pescatori, Chaung beach

Ho cercato una guest house, cena, passeggiata in spiaggia e poi a letto. La mattina seguente alle 06:00 ero già in piedi, colazione e subito direzione mare, i birmani in vacanza vanno presto in spiaggia, chi va in bicicletta, chi noleggia il motorino, chi passeggia, e c’è chi acquista cibo dalle venditrici, che abitano nel vicino villaggio dei pescatori. Mi sono recata al villaggio, che è circondato da foreste di mangrovie, qui ci sono tante capanne e in un attimo mi sono trovata tanti bambini intorno, tutti mi salutavano e cercavano di fare amicizia. Una donna mi ha invitato a sedermi nella sua capanna e siamo state tutto il tempo a guardarci e a sorriderci, purtroppo non parlava inglese. Ho scattato molte foto con tutti gli abitanti, e quando gliele facevo rivedere erano molto eccitati. Da qui sono andata a farmi un bel giro al mercato, il prodotto più venduto pesce secco e poi frutta, verdura, carne, acqua, bibite, dolci, abbigliamento. Oggi mi sono proprio rilassata!!! Ho visitato la piccola pagoda costruita su un masso calcareo all’estremità meridionale della spiaggia. Domani vorrei andare sull’isola di fronte al villaggio, infatti, eccomi qua, ho preso una barchetta e dopo pochi minuti mi sono ritrovata in un’altra realtà molto suggestiva, natura incontaminata, turismo zero e anche qui vi è un tempietto con 3 monaci, ho fatto un bel giro dell’isola a piedi, tra scogli sabbia e mangrovie.  Nel pomeriggio con la bassa marea le donne raccolgono conchiglie e corallo, che poi vendono per ricavarne vari souvenir, collane, mollette per capelli e accessori vari, una ragazza mi si è avvicinata e mi ha regalato delle conchigliette, peccato neanche con lei sono riuscita a parlare, ma tra gesti e sorrisi, ci siamo capite, l’ho ringraziata e ho ripreso la barchetta per tornare sulla costa, più vissuta.

Raccolta di conchiglie, Chaung beach
Raccolta di conchiglie, Chaung beach

Da questa parte ci sono molti alberghi lussuosi, ove i birmani benestanti vengono in ferie per qualche giorno, mentre ero qui ho assistito alle riprese di vari video clip di cantanti birmani, cena in spiaggia e rientro in stanza. La mattina seguente ho deciso di stare sdraiata in spiaggia a godermi la giornata poiché è il mio ultimo giorno. Dopo un po’ si sono avvicinate delle ragazze, che affittavano le biciclette in spiaggia, per fare amicizia, mi hanno regalato dei fiori che nascono sulla spiaggia, abbiamo parlato un po’ e ci siamo fatte delle foto insieme. Le ragazze qui sono molto belle, hanno tutte capelli neri lucidi, denti bianchissimi, un bel fisico longilineo e in volto sempre la thanakha, ormai anch’io ne usufruisco. Dopo un po’ sono arrivati dei bambini che mi hanno regalato altri fiori, ed anche con loro una bella foto di gruppo. Prima di allontanarmi ho deciso di andarmi a bere e mangiare una noce di cocco, l’omino che le vendeva era molto cordiale, sempre tanti sorrisi e nessuna parola di inglese, ma ci siamo capiti. Quando ho pagato e gli ho fatto capire che sarei andata via, mi ha regalato una noce di cocco, questo gesto mi ha molto commosso, poiché ho pensato che lui vive grazie al ricavato della vendita delle noci e se ne è privata di una per donarla a me. Ecco la differenza tra chi sta bene economicamente e chi no!! Beh a pranzo 2 pesci cotti alla brace come saluto finale e rilassamento in spiaggia. Mentre ero lì è arrivato un piccolo acquazzone, di corsa in stanza, ma dopo un’oretta circa tutto è passato, allora sono riuscita a godermi le ultime ore di mare, domani tornerò a Yangon, con il pullman delle ore 06:00; alle 08:30 Pathein e 12:30 arrivo a destinazione.

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