Sul treno della miniera, Mauritania

Un interminabile convoglio che trasporta materiale ferroso

Treno
Treno della Snim, Nouadhbou

Alle 7:30 siamo già in giro per Nouadhibou, che inizia a svegliarsi e c’è un bel vento fresco, gli alisei dell’oceano si fanno sentire; c’e’ differenza con Nouakchott dove fa molto caldo.


Acquistiamo varie vivande per affrontare il viaggio in treno e poi con un taxi raggiungiamo la stazione ferroviaria che si trova a 15 km dalla  città. In stazione un poliziotto registra la nostra presenza, acquistiamo il biglietto e poi qualche foto lungo i binari dispersi nel deserto. Alle 15:00 finalmente in lontananza, nell’immenso deserto s’intravede il fanale centrale della locomotiva del treno che porta il ferro, il più lungo del mondo, circa 2,5 km, trasportando a Nouadhibou il minerale ferroso estratto dalle miniere di Zouèrat. All’arrivo il treno sembra interminabile, ci sono tanti vagoni (dicono circa 250) e poi finalmente la carrozza adibita al trasporto dei  passeggeri, che come cavallette, saltano sul treno ancora in movimento cercando d’entrare dai finestrini pur di aggiudicarsi un posto a sedere!

Treno
Stazione ferroviaria, Nouadhibou

Salire ed entrare dalla porta, beh, anche questa una bella impresa, la banchina non esiste, la piattaforma del treno è in alto, ma con una spinta del passeggero che ti sta dietro si riesce a salire con zaino in spalla! Una volta saliti nel corridoio, spingendo e trascinando lo zaino e con l’aiuto di un addetto della Snim (società che trasporta il minerale), ci siamo seduti in una “cuccetta”, le poltrone non esistono più, ci sono tavole e molle che fuoriescono da tutte le parti, i vetri ai finestrini non ci sono e non c’è neanche l’illuminazione! Tutto questo viene quasi dimenticato dallo scenario che si attraversa, un deserto abitato, che si alterna con uno contenente vegetazione e poi solo deserto privo di vita, tutto illuminato dalla mezza luna e dal cielo stellato. Peccato, se avessimo viaggiato di giorno avremmo visto anche il Ben Amira, monolite di granito alto oltre 400 mt., il terzo per grandezza al mondo.

Treno
Treno della Snim, Nouadhbou

Durante il viaggio si fa di tutto, oltre  a respirare la polvere, c’è chi prova a dormire, chi si guarda intorno, chi prega, chi mangia, ma il bello è che c’è pure chi prepara il famoso tè con tutto il rito, offrendolo ai compagni di viaggio, incredibile! Dopo circa 12 ore, in piena notte, siamo arrivati a Choùm, da qui in taxi brousse attraversando sempre il deserto e fermandoci ai vari posti di blocco, viaggiando per 3 ore siamo arrivati  ad Atar. A piedi raggiungiamo l’Auberge Bab Sahara, ci sono tikit, caravan e tende, la coppia europea che lo gestisce sono una buona fonte di consigli e informazioni, quindi una bella doccia per toglierci di dosso la polvere, un riposino visto che la notte precedente non abbiamo dormito e poi in giro per Atar.

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