Aneddoti Indiani

Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte e ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa, e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato.

Dieter Ludwing

L’india è una esperienza che ti accorcia la vita, ma è anche un’esperienza che da senso alla vita.

Un giorno, nel piccolo pozzo in cui una rana è vissuta tutta la sua vita, salta una rana che dice di venire dall’oceano.

“L’oceano? E cos’è'” chiede la rana del pozzo.

“Un posto grande, grandissimo”, dice la nuova arrivata.

“Grande come?”

“Molto, molto grande.”

La rana del pozzo traccia con la zampa un piccolo cerchio sulla superficie dell’acqua:

Grandecosì?”

“No. Molto più grande.”

La rana traccia un cerchio più largo.

“Grande così?”

“No. Più grande.”

La rana allora fa un cerchio grande quanto tutto il pozzo che è il mondo da lei conosciuto.

“Così?”

“No. Molto, molto più grande”, dice la rana venuta dall’oceano.

“Bugiarda!” urla Kup Manduk, la rana del pozzo, all’altra. E non le parla più.

 

Solo quando i sapienti occidentali rinunceranno a inventare macchine che corrono più svelte di quelle che già avete e cominceranno invece a guardare dentro di sè, la vostra razza scoprirà un po’ di vera felicità. Non crederete che il poter viaggiare sempre più velocemente renda la vostra gente più felice?

Un giorno il Califfo manda il suo Visir a sentire cosa dice la gente al bazar. Quello va e nella folla nota una donna magra e alta, avvolta in un gran mantello nero, che lo guarda fisso. Terrorizzato, il Visir scappa via. Corre dal Califfo e lo implora: “Sire, aiutami! Al bazar ho visto la Morte. E’ venuta per me. Lasciami partire, ti prego. Dammi il tuo migliore cavallo. Con quello, a tappe forzate, stasera sarò in salvo a Samarcanda”. Il califfo acconsente e fa portare il suo cavallo più veloce. Il Visir balza in sella e galoppa via a spron battuto. incuriosito, il Califfo va lui stesso al mercato. Nella folla vede la donna dal gran mantello nero e l’avvicina. “perché hai fatto paura al mio Visir?” le chiese. “Non gli ho neppure parlato”, rispose la Morte. “Ero solo sorpresa di vederlo qui, perché il nostro appuntamento è stasera a Samarcanda”. Robert Musil.

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